Comunità Riabilitativa Psicosociale (C.R.P.) Falamì

Finalità

L’impostazione della comunità è tale per cui si mira a far sì che in ogni momento della giornata l’intervento degli operatori miri ad avere un valore terapeutico nella relazione con i ragazzi inseriti

La comunità è finalizzata all’accoglienza, alla cura e al trattamento, con modalità flessibili e differenziate, di minori che presentano gravi disturbi psichici e della personalità. La comunità Falamì è disponibile all’accoglienza di minori diagnosticati anche affetti da insufficienza mentale.

Gli ospiti sono accolti in regime residenziale.

La comunità è costituita come piccolo nucleo abitativo, con ricettività fino ad un massimo di nove ospiti, collegata con i Servizi territoriali di riferimento e di supporto.

Oltre agli interventi più propriamente legati alla quotidianità, la comunità prevede l’attivazione di interventi a carattere terapeutico, l’integrazione con le istituzioni del territorio, l’attivazione di laboratori mirati, il lavoro - ove possibile e opportuno - con le famiglie, in base ad un progetto concordato con il Servizi invianti.

L’impostazione della comunità è tale per cui si mira a far sì che in ogni momento della giornata, sia che si svolgano attività organizzate, sia che si tratti del tempo libero o della quotidianità, l’intervento degli operatori miri ad avere un valore terapeutico nella relazione con i ragazzi inseriti. Il progetto individuale prevede inoltre, in accordo con i Servizi invianti, specifiche attività terapeutiche, secondo la valutazione dell’opportunità del caso.

Come funziona

  Le attività del quotidiano

La comunità si caratterizza innanzi tutto per essere un luogo in cui i ragazzi trascorrono, per un periodo di tempo, la loro vita. L’attività primaria, dunque, si struttura intorno ai momenti che scandiscono la vita quotidiana, conferendole un tempo e un ritmo, con semplici regole relative allo spazio e al tempo che consentano la convivenza fra gli ospiti e con gli operatori.

Fra le attività del quotidiano si annoverano i gruppi di parola che scandiscono la vita della comunità, consentendo non solo di organizzare la vita comune, ma anche di far emergere nodi problematici sia nelle dinamiche di gruppo, sia relativamente ai singoli ospiti.

  Le attività del territorio

Il secondo cardine della comunità è l’inserimento e l’integrazione del minore nelle attività del territorio che consentano loro di costruirsi un nuovo equilibrio e la prospettiva di un posto nel mondo. Per attività del territorio si intende naturalmente la scuola o il lavoro, piuttosto che i luoghi di apprendistato o di avviamento lavorativo, ma anche le attività sportive, ricreative, culturali verso cui ciascuno degli ospiti possa esprimere interesse.

Si cerca di costruire con ciascun ospite un’appartenenza al territorio su cui si trova la comunità, che possa contribuire a creare anche una rete informale di legami che renda l’integrazione realmente effettiva.

  I laboratori

Ulteriore strumento di lavoro, che necessariamente deve essere intrecciato con i due sopra elencati, sono i laboratori delle Villette. Essi possono essere organizzati intorno alle attività del quotidiano (per esempio: laboratorio cucina, laboratorio manutenzione, laboratorio musicale, ecc.) o inventati a partire da un particolare interesse o una particolare difficoltà che si incontra nella vita quotidiana o nell’impatto con l’ambiente esterno.

In entrambi i casi, la finalità è di tipo terapeutico sia perché nello svolgimento di un’occupazione o di una certa attività possono emergere delle particolari modalità relazionali o delle problematiche che trovano un luogo per essere affrontate, sia perché mediante l’attività di laboratorio i ragazzi possono individuare un filone di interesse che potrà eventualmente proseguire all’esterno della struttura.

L’organizzazione, lo svolgimento, la conclusione e l’efficacia terapeutica delle attività di laboratorio è costantemente monitorata dal coordinatore dei laboratori.

  Gli interventi terapeutici

Il progetto individuale può prevedere l’avvio di una psicoterapia individuale che, pur essendo parte integrante del progetto, si svolge all’esterno della struttura delle Villette, presso il Centro Psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei onlus, associazione con sede in Torino con cui le Villette sono convenzionate e con cui lavorano in maniera coordinata.

Questa scelta risponde all’idea che la comunità non deve essere un luogo totalizzante per gli ospiti, bensì uno degli anelli in cui si snoda la vita dei ragazzi, in correlazione con altri luoghi in cui essi possono mantenere o intessere legami significativi: la scuola, i luoghi ricreativi, la famiglia, eccetera. Riteniamo fondamentale mantenere tale struttura anche in relazione a un luogo in cui gli ospiti della comunità, quando si produca una domanda o se ne ravvisi l’opportunità, possano avviare un trattamento terapeutico individuale. Viceversa, includendo il terapeuta nel lavoro di équipe delle Villette si rischierebbe di produrre una continuità fra ciò che può avvenire in un trattamento e l’attività delle comunità. Inoltre, si rischierebbe di vincolare la durata del trattamento alla permanenza degli ospiti in comunità. Al contrario, il fatto di aver instaurato un legame terapeutico all’esterno della comunità può costituire, in alcuni casi almeno, un elemento fondamentale proprio in relazione alle dimissioni di un ospite dalla comunità.

Presso la struttura è presente un consulente neuropsichiatra infantile deputato al monitoraggio dell’eventuale terapia farmacologica. La terapia farmacologica non viene mai prescritta o variata dal medico NPI della comunità, demandando tale compito ai Servizi pubblici del territorio, pur in base a accordi e valutazioni congiunte. Ciò consente non solo una maggior trasparenza nei confronti dell’ospite, dei famigliari e dei Servizi stessi, ma anche l’introduzione di una maggiore elasticità nel rapporto con l’ospite, la cui compliance alla terapia farmacologica è considerata indispensabile. Il medico NPI lavora in accordo e d’intesa con l’équipe delle Villette e in maniera coordinata con un infermiere professionale.

Lavoro con i genitori

Laddove sia possibile e opportuno, e comunque in accordo con i Servizi invianti, l’équipe delle Villette svolge un lavoro con i genitori dei minori ospiti, mediante incontri più o meno formalizzati a seconda del caso specifico e della eventuale domanda che il genitore può rivolgere.

Tali incontri non si prefiggono una funzione terapeutica, ma sono mirati a costruire una relazione di fiducia fra l’équipe di coloro che hanno in carico il ragazzo o la ragazza e la sua famiglia.

Gli incontri hanno la finalità di dare un posto ai famigliari degli ospiti e alla loro esperienza nella presa in carico del minore, e di condividere le finalità e le modalità di intervento

Dove si trova

La comunità Falamì ha sede presso Le Villette, a Saluggia (VC). è una struttura autonoma, con entrata indipendente e spazio esterno autonomo. è ubicata nell’abitato del Comune di Saluggia, comoda a tutti i servizi (trasporti, scuole, centri sportivi, oratorio).

Essa si costituisce di una cucina soggiorno, una stanza giochi, una stanza studio, un ufficio, un locale stireria, 6 camere da letto singole e doppie, una stanza per l’operatore notturno, un servizio per gli operatori, servizi per disabili, giardino esterno. Usufruisce della biblioteca, delle sale giochi e delle stanze dei laboratori delle Villette.

A chi si rivolge

La Comunità Falamì può ospitare fino ad un massimo di nove minori, maschi e fammine, di età compresa fra i 10 e i 17 anni.

Come si accede

Per le ammissioni il riferimento generale è il Protocollo per le ammissioni delle Villette.

Le ammissioni avvengono generalmente su richiesta del Servizio di NPI e del Servizio Sociale competente per territorio e in accordo con questi. Vengono valutate dall’équipe delle Villette e dal responsabile dell’équipe della comunità insieme con i Servizi richiedenti, con il minore, ed eventualmente con i genitori di questo. Finalità principale del procedimento di ammissione è l’assenso all’ingresso in comunità e, per quanto possibile e opportuno, il coinvolgimento del minore e dei suoi famigliari nel progetto.

Il procedimento di valutazione delle ammissioni prevede ordinariamente le seguenti tappe:

  1. l’invio di una relazione e di una richiesta formale di valutazione delle possibilità di inserimento da parte dei Servizi coinvolti nella presa in carico del caso;
  2. un incontro preventivo con i Servizi invianti in cui si possano approfondire alcuni aspetti del caso e in cui i Servizi possano prendere visione della struttura, se non è già conosciuta;
  3. un incontro presso il Servizio con il minore e i suoi famigliari o comunque coloro che funzionano da riferimento per il ragazzo/la ragazza. Questo incontro è pensato nell’ottica di una reciproca conoscenza e valutazione;
  4. una visita del ragazzo/a e dei famigliari presso la struttura, nella medesima ottica dell’incontro precedente;
  5. una o più giornate di “prova” che il ragazzo/a è inviato/a a trascorrere in struttura.

Successivamente a questi passaggi, la struttura potrà dare il suo parere circa la possibilità di inserimento, parere che è legato alla scelta o perlomeno all’assenso del minore e dei famigliari nei confronti di questa particolare comunità. Al momento dell’inserimento potrà essere concordato un periodo iniziale di ulteriore “prova”, che precede l’inserimento vero e proprio.

Tale procedimento potrà essere di volta in volta discusso con i Servizi invianti in base alle esigenze particolari del caso, purché si preservi la finalità principale per il quale è proposto.

Durante il primo periodo di sei mesi viene elaborato dall’équipe delle Villette un progetto individualizzato, che prende in considerazione gli interventi diagnostici, terapeutici e socio-riabilitativi da attuare, le modalità dello svolgimento del progetto attraverso le attività di inserimento sociale e le attività di laboratorio e, quando possibile, i tempi e le modalità di dimissione.

Il progetto viene verificato con tutte le figure coinvolte almeno ogni semestre e comunque ogni volta che il gruppo di lavoro lo ritenga necessario. Il procedimento di verifica può comportare la stesura e l’invio ai servizi invianti di periodiche relazioni da parte della Comunità.

Le dimissioni vengono discusse dal gruppo di lavoro nel suo complesso. Le modalità di dimissione possono prevedere un eventuale appoggio esterno della struttura per un periodo di passaggio ad una situazione di autonomia o delle modalità di dimissione protetta o altro da verificare caso per caso.

 

 

Le Villette - Comunità e Centri terapeutico-riabilitativi

 

Sede operativa:

Le Villette
Via Don Carra 49 - 13040 Saluggia (Vc)
0161 480115      0161 480108

 

Sede legale:

Don Vittorio Dattrino SPA - Servizi alla Persona
Via Fratelli Barberis 17 - 13040 Saluggia (Vc)
0161 480148      0161 482820